Interview on Funboard ~ AV Boards
355
post-template-default,single,single-post,postid-355,single-format-standard,ajax_updown,page_not_loaded,,qode_grid_1300,transparent_content,columns-4,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-15.0,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.7,vc_responsive

Interview on Funboard

Interview on Funboard

Vive e lavora a Grosseto per uno dei più importanti brand al mondo di windsurf, è giovane e con i suoi 35 anni è l’anello di congiunzione fra i rider e le scelte aziendali; Funboard vi presenta Aurelio Verdi, lo shaper dalle cui sapienti mani escono tutte le tavole RRD degli ultimi anni. Aurelio è un ragazzo genuino fresco e sempre attento a rinnovarsi ascoltando il mondo che lo circonda. la sua gavetta è stata lunga ha lavorato al fianco dei più grandi shaper in circolazione. ha preso delle decisioni rischiose che lo hanno portato lontano per poi ritornare da dove ra partito, ma ogni cosa è servita per fare esperienza e per portarlo dove è adesso.

Ma la storia di Aurelio non si può scindere da quella di suo fratello gemello Attilio, che integra e amplia la sua vita creando una delle coppie più carismatiche del nostro sport: i gemelli Verdi!

Per questa intervista ho voluto incontrare Aurelio proprio nel suo mondo, nel laboratorio shaping room all’interno della Roberto Ricci Designs a Grosseto. Era un caldissimo giorno estivo e il lavoro attorno a noi continuava, stava anche per arrivare Finian Maynard ed era il giorno in cui sarebbe iniziato il Campionato Italiano Slalom a Marina di Grosseto. Durante l’intervista abbiamo scherzato più volte sul pronostico di chi avrebbe vinto il titolo PWA di Slalom a fine anno, e ogni volta che sognava di vedere una tavola sotto i piedi di Antoine Albeau vincere il titolo gli si illuminavano gli occhi, e anche un po di commozione traspariva dal suo sguardo. La sua massima aspirazione era poter vedere A2 alzare la coppa a Stylt… e ora che pubblichiamo questa intervista a verdetto avvenuto possiamo solo che fare i complimenti ad Aurelio, ad Albeau e a tutto il team RRD per uno dei suoi più grandi successi, la vittoria del titolo mondiale di Slalom! Conosciamo meglio il ragazzo dalle cui mani sono nate le tavole campioni del mondo!

“Tutto iniziò a Castiglione della Pescaia grazie a Carolina. Carolina dava una mano alla scuola locale di windsurf e mio fratello ed io eravamo affascinati dalla sua bellezza e ci siamo iscritti al corso base, correva l’anno 1996 e io avevo 18 anni. Noi all’epoca facevamo i camerieri e ci siamo immersi in questo nuovo sport appassionandoci fin da subito. Con Carolina i rapporti sono continuati anche dopo il corso e abbiamo iniziato ad uscire in mare insieme. Ho quindi poi conosciuto Roberto Ricci grazie a lei. A quel tempo io lavoravo solo in estate e in inverno non facevo nulla. Roberto da parte sua aveva sempre bisogno di una mano per il suo lavoro. Aveva un container a Grosseto dove c’era la casa dei suoi genitori e dove è nata la RRD. Quando ho conosciuto Roberto era già al quarto anno di produzione e aveva appena organizzato un Meeting a Marina di Grosseto e dove arrivarono personaggi come Anders Bringdall, Josh Angulo e Robby Seger. Ho iniziato così a dare una mano a Roberto e ho iniziato fin da subito a vedere i laboratori a conoscerei ci lavorava e quel mondo mi ha affascinato. Per me che venivo dalla quotidianità grossetana mi sembrava surreale vedere che vicino a dove abitavo io si costruivano tavole da surf.

Nella primavera del 1999 Roberto mi ha chiesto se volevo ufficialmente dare una mano in laboratorio. In quel periodo ho cambiato lavoro e facevo l’assicuratore riuscendo a trovare molti spazi per andare in mare nelle giornate ventose. Ho deciso quindi di immergermi in questa nuova avventura anche se non sapevo dove mi avrebbe portato. Valerio cortonesi già faceva le tavole con Roberto e iniziai con i piccoli lavori da laboratorio come spazzare per terra o mettere le scasse, senza avere esperienza nel settore. A fine anno Valerio insieme a Gabriele che gestiva la parte marketing, aprirono un negozio e quindi fu chiesto una cosa inaspettata: di proseguire il lavoro di Valerio fatto fino ad allora. Ero molto perplesso in quanto non avevo esperienza ed ero impaurito. Non dovevo solo più imparare da altri ma dovevo mettere in pratica quello che sapevo fare pur continuando a imparare e stare dietro ai tempi della produzione. Facevo anche molto windsurf e continuavo a progredire ritagliando poi spazi di lavoro che di notte. Le due attività andavano avanti di pari passo, più imparavo a fare le tavole e più miglioravo nel windsurf. Andavo anche in giro mi facevo conoscere e vedevo come lavoravano gli latri. E così è stato fino al 2005.”

Roberto era al tuo fianco in questa fase?

Si Roberto era il supervisore di tutto e coordinatore del lavoro. A quei tempi ancora si facevano le tavole disegnando con la stecca della vela sulla carta, poi tagliavano il pane di polistirolo con l’archetto e rifinivamo il tutto a mano. Lavoravamo ancora come agli arbori, come era nato il windsurf. E con Roberto abbiamo disegnato tutte le curve delle tavole per 5-6 anni completamente insieme. Io praticamente mi limitavo a proseguire il lavoro che era già stato fatto in precedenza e continuavo a fare esperienza anche perché all’epoca non sapevo dove e cosa modificare per migliorare la tavola, e quindi apprendevo ogni informazione da Roberto come se fosse stata la bibbia per me. Oggi sono quello che sono grazie alla base che è riuscito a darmi Roberto.

Durante questa tua prima fase di attività in RRD dal 1999 al 2005 hai collaborato anche con altri shaper?

Si ho avuto la fortuna nel 2003-2004 di poter collaborare con Keith Teboul per la linea wave, ho avuto così modo di poter vedere come lavorava lui e di fare i miei primi viaggi a Maui per vedere come si muoveva il mondo del windsurf dall’altra parte dell’oceano. In quegli stessi anni è arrivato anche in azienda come collaboratore esterno Gianni Valdambrini, che si occupava di schapare qualche linea di tavole. Anche grazie a lui ho avuto la possibilità di imparare cose nuove, di vedere nuovi utensili e nuovo modo di lavorare. Anche se devo ammettere che nei 5-6 anni di apprendistato che mi ero imposto la mia meta erano sempre state le Hawaii, il mio sogno era quello di fare lo shaper a Maui continuando la mia attività di Shaper.

A proposito di questo tuo sogno, cosa è successo?

Come ho detto prima avevo già conosciuto diversi anni prima Josh Angulo inquinato era integrato come rider e tester in azienda. Con lui avevo già instaurato una buona amicizia quando veniva a Grosseto ero sempre io che lo portavo in giro. Nel 2004 Josh vinse il campionato del mondo Wave e in una e-mail informativa di congratulazioni gli ho chiesto degli serviva una mano per il suo marchio di tavole che stava per lanciare. In questo modo è nata l’anno successivo la RRD. Ho spiegato a Roberto le mie motivazioni di vita piuttosto che di lavoro, ben consapevole che a Grosseto avevo trovato una famiglia e un punto di riferimento. Roberto dal punto di vista personale ha capito la mia motivazione di voler andare alle Hawaii anche perché c’era passato.

Hai 35 anni e sei fra gli saper più giovani che lavorano per i grandi marchi. E’ un vantaggio?

Assolutamente si perché i tempi cambiano e spesso i giovani ascoltano e rispecchiano meglio le richieste del mercato, il progresso. Secondo me ci vuole un giovane per ascoltare le richieste dei giovani che saranno il futuro del nostro sport. Riesco in questo modo a vivere, ad esempio nelle fiere e nelle manifestazioni e integrarmi con loro per trarre energia dalle loro emozioni.

Quale è un punto di forza del tuo lavoro?

Un punto di forza del mio lavora arriva anche da mio fratello che mi ha sempre dato una mano a livello di tester, di promozione e poi lui gestisce tutta la parte organizzativa degli eventi RRD ed è per me il mio punto di riferimento. Quando andiamo in giro lui organizza le tavole che faccio io e diventiamo una accoppiata vincente. Mio fratello mi da la forza e gli stimoli per fare al meglio il mio lavoro. Anche l’ambiente all’interno dell’azienda mi stimola in quanto è estremamente positivo e stimolante. A volte sono io il più stressato mentre quelli che mi stanno intorno hanno sempre da darmi un consiglio o una buon buona parola. E tutto ciò mi ha fatto crescere molto anche a livello personale. Una cosa in cui credo molto e che cerco di trasmettere quando sono fuori è la familiarità dell’azienda e non solo la professionalità. La forza del mio lavoro e quindi l’amica all’interno del gruppo e la passione e il cuore con cui facciamo le cose.

Anche John Skye è un vostro rider coinvolto nello sviluppo delle tavole?

Si John è un ottimo rider e professionista, si occupa della linea Wave e grazie ai suoi feedback siamo arrivati ad avere delle tavole di serie, i Wave Cut “Amazing” come dice lui. Io stesso dopo il nostro glorioso twinzer, grazie a queste nuove tavole mi è rinata la gioia di fare Wave. Mi piacerebbe vedere Jhon ai vertici delle classifiche perché tutte le carte in regolare poterlo essere.

E come atleti nel freestyle?

In Italia siamo coperti molto bene, mi manca invece il top rider internazionale che mi possa anche aiutare nel mio lavoro. Per esempio mi piacerebbe avere nel nostro team o Kiri Rhode o Tonky Frans che potrebbero tranquillamente lottare per il titolo mondiale!

So che hai un ottimo rapporto con Tine Slabe?

Si Tine grazie alla sua esuberanza è stata la persona che più di ogni altra mi jha introdotto nel mondo delle gare e fatto conoscere gli atleti. E’ una persona che quando vado fuori vorrei sempre accanto a me, è sempre positiva e sorridente e conosce tutti. Anche se nello Slalom gli manca l’esperienza per portare a casa grandi risultati vorrei che Tine fosse sempre nel nostro Team e inoltre è uno che in acqua riesce a lavorare bene con Finian.

Un saluto a tutti i lettori di FUNBOARD!

No Comments

Post A Comment